“L’Europa è il futuro, qualsiasi altra politica il passato”. Roland Dumas

MiFID è l’acronimo di –  Markets in Financial Instruments Directive – ed è una Direttiva Europea sui servizi finanziari introdotta dall’ESMA nel 2004 – MIFID I – e nel 2014 – MIFID II – che sono state recepite in Italia, rispettivamente nel 2007 e 2018, come tutti i paesi membri.

L’obiettivo della MIFID è quello di aumentare la tutela degli investitori, con una maggiore trasparenza imposta agli intermediari e società finanziarie, ma anche quella di armonizzare il comportamento degli addetti ai lavori all’interno della Unione Europea.

L’obiettivo della Comunità Europea è quello di far circolare liberamente al suo interno: le persone, le merci e le finanze.

Se per le persone e le merci è stato sufficiente togliere le dogane, per le finanze c’è stato bisogno di creare delle direttive comuni a tutti i paesi membri alle quali allinearsi in breve tempo, oppure ci potrebbero essere delle anomalie o dei vantaggi competitivi tra i vari sistemi nazionali e i flussi finanziari andrebbero in quella direzione.

Anche il comportamento degli intermediari ed in particolare di chi li rappresenta nei confronti del pubblico è stato armonizzato, per cui le medesime procedure comportamentali degli addetti ai lavori devono essere rispettate in Germania come in Francia o in Grecia o in Italia.

La MIFID. quindi, non è solo una Direttiva che vuole aumentare la trasparenza, ma anche conformare il comportamento degli intermediari e dei suoi operatori nello svolgere qualsiasi funzione finanziaria all’interno dell’Unione Europea: dalla creazione di prodotti finanziari, alla distribuzione, al conflitto di interessi, all’esecuzione degli ordini, alla comunicazione dei costi, ecc.

In particolare, l’aspetto più innovativo che tutti i clienti hanno constatato è l’obbligo di dover rispondere ad un questionario che permette all’intermediario di profilare il cliente.

Spesso questo momento è considerato come una perdita di tempo, ma niente è più necessario di una attenta profilatura, perché aiuta il consulente a conoscere meglio il cliente, dovendo fare una serie di importanti domande che servono a delineare quali strumenti finanziari sono più opportuni nell’universo investibile, per raggiungere gli obiettivi e bisogni del clienti, in funzione del profilo di rischio e orizzonte temporale del cliente.

In questo, senso, la MIFID è importantissima, perché è la base di un rapporto di fiducia e apertura del cliente verso il consulente, il quale, grazie a questa profilatura, potrà svolgere al meglio il proprio ruolo di consulente negli interessi del cliente.

Nei paesi anglosassoni, dove la cultura finanziaria (e forse anche la fiducia nelle istituzioni) è più alta, il questionario MIFID è compilato a casa dalla famiglia in completa autonomia e in genere le domande da rispondere sono anche un centinaio, con le quali si definiscono gli obiettivi futuri della famiglia, gli impegni finanziari, le risorse disponibili, le proprietà immobiliari, le coperture assicurative …

Compilato il questionario, lo si consegna al consulente che lo esamina per poi discutere insieme alla famiglia cosa è meglio per loro per raggiungere la tranquillità economica e soddisfare i propri bisogni.

In Italia, in genere il questionario è di sole venti domande, e non è giustamente valorizzato come uno strumento di lavoro, ma piuttosto come una burocrazia da portare a termine.
Se il vostro consulente vi trasmette questa sensazione, cambiate consulente.

Se il vostro consulente, alle domande del questionario, ne aggiunge ulteriori e approfondisce adeguatamente ogni singola vostra risposta, è un bravo consulente, vuole fare il suo lavoro al meglio e per fare questo vi deve conoscere.

Non mi fiderei mai di un medico che mi da la medicina senza prima conoscere i sintomi