Per prima cosa è bene sapere che il valore del Vix è facilmente reperibile nei siti o giornali finanziari, e non bisogna costruirselo con Excel o altre stregonerie, anche perché la formula (Black and Scholes) è piuttosto complessa, ma conoscere le basi su cui è calcolato è sicuramente importante.

Il metodo di calcolo della volatilità implicita parte dal calcolo del prezzo delle opzioni ed in particolare dalla loro variazione di prezzo.

La volatilità implicita misura il cambiamento di prezzo delle opzioni sia Put che Call, per l’indice di riferimento: S&P500 per l’America e Euro Stoxx 50 per l’Europa.
Anche se bisogna considerare che il Vix calcolato sull’indice americano ha una certa quantità di azioni europee quotati a Wall Street e di conseguenza misura in parte anche le aspettative degli operatori europei.

Nei video corsi questi aspetti sono ampiamente approfonditi, in particolare quali opzioni sono monitorate per il calcolo del Vix sulla base della scadenza ed altri aspetti importanti.

In pratica, misura la variabilità attesa degli operatori riguardo l’andamento dell’indice di riferimento, per cui se le aspettative sono rialziste opereranno con cautela, mentre se sono ribassiste, l’acquisto e la vendita di opzioni diventa frenetico creando volatilità nel prezzo delle opzioni, e questo inciderà sull’indice Vix.

In pratica, il Vix misura la volatilità del prezzo delle opzioni,  causata dal comportamento degli operatori disposti o meno a comprare opzioni per coprirsi da eventuali ribassi dei mercati.

Quando i mercati scendono e tutti vogliono comprare opzioni per coprire il proprio portafoglio e sono disposti a pagare prezzi sempre più alti, facendo impennare la volatilità, mentre nelle fasi di tranquillità dei mercati finanziari, la corsa alle opzioni è normale routine e la volatilità si appiattisce.