Quotarsi in borsa è un processo molto delicato perché prendendo questa decisione bisogna sottostare ai regolamenti del mercato e privarsi della propria autonomia.

Per questo motivo ci sono diverse opportunità di quotazione, così da decidere quanto si vuole condividere con il mercato sia in termini di capitale sociale, ma anche di autonomia informativa.

La Borsa Italiana dall’Aprile del 2021 si è fusa con Euronext, insieme a Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona e Oslo, formando la borsa più gande in Europa, superando anche Londra.

I segmenti azionari sono divisi in tre segmenti principali in base alla capitalizzazione della società quotata.

Il principale segmento della borsa italiana è quello delle Blue Chips con un capitale superiore al miliardo di euro che possono essere quotate sia nel segmento Euronext Milan, i cui titoli devono avere una capitalizzazione superiore ai 40  milioni di euro, e bisogna garantire un flottante di almeno il 20% e rispettare diversi regolamenti per la condivisione dei dati societari.

Oppure, le blue chips possono essere quotate nel segmento Euronext STAR Milan, in cui il flottante deve essere di almeno il 35% del capitale sociale e la capitalizzazione minima richiesta non deve essere inferiore ai 40 milioni.

infine, c’è il segmento Euronext Growth Milan (Ex AIM), sicuramente quello meno invadente per gli organi sociali, in quanto il flottante deve essere di almeno il 10% della capitalizzazione, non c’è alcun limite di capitalizzazione e non bisogna comunicare i dati trimestrali dell’azienda.

Questo segmento è stato ideato per cercare di attirare le piccole e medie imprese italiane, spesso a gestione famigliare che sono diffidenti a condividere proprietà e strategie con il mondo esterno.