Per diventare consulente finanziario autonomo dal 2018 la normativa richiede analoghi requisiti a quelli richiesti ai “consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede” ovvero il possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità e contestuale superamento della prova valutativa, la stessa prevista per i consulenti abilitati all’offerta fuori sede, ma forse in futuro sarà diversa.

Inoltre, bisogna aggiungere i requisiti di indipendenza e patrimonialità.

Per i requisiti di onorabilità e professionalità dobbiamo fare riferimento alle stesse identiche caratteristiche richieste per il consulente abilitato all’offerta fuori sede.

Invece, per l’ indipendenza, i requisiti richiesti sono diversi, in quanto il consulente autonomo non deve avere rapporti professionali o patrimoniali, direttamente o indirettamente con:

  • emittenti e intermediari;
  • società loro controllate, controllanti o sottoposte a comune controllo;
  • azionista o il gruppo di azionisti che controllano tali società;
  • amministratori o dirigenti di tali società;
  • se tali rapporti possono condizionare l’indipendenza di giudizio nella prestazione della consulenza in materia di investimenti.

In termini di indipendenza, il consulente autonomo o indipendente non può ricevere in qualsiasi modo, delle retrocessioni o compensi per i prodotti consigliati al cliente dall’emittente del prodotto stesso.
L’unica maniera per ricevere il compenso per il lavoro svolto è la parcella pagata dal cliente in base alla consulenza ricevuta.
La parcella può essere in percentuale sul valore dell’investimento oppure in maniera fissa per i servizi svolti per conto del cliente secondo gli accordi delle parti.

Per quanto riguarda i requisiti patrimoniali il consulente finanziario autonomo che opera in proprio deve sottoscrivere un’assicurazione a copertura della responsabilità civile per i danni derivanti da negligenza professionale, che operi per tutto il periodo dell’iscrizione e che assicuri una copertura di almeno 1.000.000 di euro per ciascuna richiesta di indennizzo e di 1.500.000 di euro all’anno per l’importo totale delle richieste di indennizzo.

Infine, i requisiti organizzativi: il consulente finanziario che operi in proprio deve fornire un programma di attività specificando i contenuti del servizio di consulenza prestato e la struttura organizzativa e le procedure adottate per l’adempimento degli obblighi normativi previsti in materia.

Per i consulenti autonomi che lavorano per una Società di Consulenza Finanziaria – SCF – non sono richiesti i requisiti patrimoniali e organizzativi in quanto sono assolti dalla società di appartenenza, ovviamente previa conclusione di un contratto in cui venga sancita la collaborazione, ma bisogna comunque essere iscritti all’Albo.